Che tipo di stronzo è il tuo capo?

 

Dovuta premessa: nel corso degli anni ho svolto mille lavori e incontrato diversi tipi di capo sulla mia strada, fino a stilare una lista ben nutrita di personalità, tutte diverse tra loro.

E ho avuto ben più di un capo stronzo, ognuno insopportabile nella sua unicità.

Ma solo di recente ho imparato la lezione più importante di tutte…

Non provare a cambiare lui, cambia il tuo comportamento.

Dando per scontato che non hai la capacità di entrare nella testa del tuo datore di lavoro, resettarlo alle impostazioni di fabbrica e fargli fare quello che vuoi tu, non puoi aspettarti che cambi atteggiamento dall’oggi al domani senza i dovuti stimoli.

E’ la tua reazione a lui/lei che puoi modificare, perché è l’unica cosa che rientra nel tuo campo di controllo.

Concentrati su quello che TU PUOI FARE e non su quello che il capo DOVREBBE FARE

Se ci riuscirai, succederanno due cose meravigliose:

Hai idea di come cambierebbe la tua vita lavorativa se imparassi a gestire il tuo capo, anche fosse il peggiore degli stronzi?

🐣 Ti sentirai più sereno perché saprai di aver fatto tutto ciò che era in tuo potere per migliorare la situazione. Cosa c’è di più bello di una coscienza pulita?

🐣 Il capo cambierà atteggiamento. Lo so, sembra una contraddizione: ti ho appena detto che non puoi modificare i comportamenti del capo, e ora ti sto dicendo che lui lo farà. Ma c’è una sostanziale differenza: cambierà non perché glielo avrai chiesto, ma perché si dovrà adeguare al tuo nuovo atteggiamento.

E ora, vediamo che capo stronzo ti ha propinato il destino!

Dimmi che capo stronzo hai, e ti dirò chi sei (per lui)

Vi è mai capitato di avere un capo che si lamenta di qualunque cosa, anche la più insignificante, ed è costantemente sull’orlo di una crisi di nervi?

Io sì, ed era un po’ come vedere un incidente stradale: da una parte non vorresti guardare, dall’altra non riesci a distogliere lo sguardo. E ti fai assalire dall’inquietudine.

L’uomo ansia: quando il capo causa malessere agli altri ma soprattutto a se stesso

Tendente al passivo-aggressivo, si nutre di lamentele improduttive e preoccupazioni esagerate; si concentra sull’amplificare i problemi e non sulla ricerca di soluzioni, ma allo stesso tempo sente l’urgenza di risolvere le cose il più velocemente possibile. E’ intrappolato in un ciclo deleterio senza fine, dal quale nessuno (forse) può salvarlo.
E ha la faccia di uno sulla soglia dell’attacco di cuore.il tuo capo è uno stronzo che ti rifila tutte le colpe?

Come gestirlo?

Va rassicurato. Quando si lamenta, in realtà è in pieno attacco di panico. Lo sfogo in corso potrebbe non riguardarti affatto; perciò non prendere nulla sul personale di quello che ti dice. Non fare tua la sua frustrazione.

Se ti senti il buon samaritano puoi cercare di fargli delle domande per capire la radice del problema, e magari sdrammatizzare per tranquillizzarlo.

Se non funziona, perché è in piena crisi isterica, GIRA I TACCHI.

Inventati una scusa e allontanati fisicamente, lascialo sbollire. Per vincere una guerra non devi vincere ogni singola battaglia.

Il Superman: lui fa tutto meglio di tutti e tutti gli altri sono coglioni.

il capo che si sente superman: meglio di lui non lavora nessunoPersonalità spesso narcisista, tende a fare il piacione e a manipolare l’interlocutore. E’ assolutamente incapace di delegare e, quando lo fa, non è mai soddisfatto del risultato – probabilmente non si è nemmeno adoperato a spiegare come voleva che il risultato fosse, ma tant’è…

Parla sempre male degli assenti, quindi è probabile che lo faccia anche con te, non appena giri l’angolo. Gli piace creare coalizioni e creare un’illusione di complicità, cosicché i dipendenti facciano la spia su altri colleghi e che lui risulti l’unica figura di riferimento.

Quando si tratta della sua carriera, è disposto a fare qualunque bassezza pur di ottenere ciò che vuole, anche prevaricando il prossimo.

Come gestirlo?

Se vuoi prendere un’iniziativa, falla passare come fosse una sua idea.

Invece di:”Posso spostare questa scatola più in là?”

Riformula con un bel:”Non volevi spostare questa scatola più in là?”

Se ti parla male di qualcuno, tenta di cambiare velocemente argomento o di allontanarti come una scusa. Sì lo so, sono una fan del girare i tacchi. Ma litigare è una dispersione di tempo ed energie che credimi, nessuno dovrebbe permettersi.

Se invece hai deciso di fare carriera, assecondalo e dagli ragione, sempre.

Puoi sempre tirargli macumbe alle spalle, come fanno in tanti (incredibilmente triste e improduttivo).

Quello che fa battute inappropriate

quando il superiore oltre a essere stronzo, è pure molesto...Ora, a me è capitato di fare battute a sfondo sessuale sul posto di lavoro, ma con persone selezionate e senza alcun secondo fine, da entrambe le parti.

Ci sono alcuni capi che, invece, non capiscono quando è il momento di fare “la battutaccia” e quando è il caso di tacere.

Come gestirlo?

La risposta verbale può variare a seconda di chi si ha davanti, ma l’esito finale è che giri i tacchi e vai ad orbitare lontano (sì lo so, tanto per cambiare…).

Se allunga le mani, non è fare una battuta scherzosa. E’ una molestia e va denunciato, senza esitare.

Nessuno si deve mai e poi mai permettersi una confidenza simile sul posto di lavoro, per nessuna ragione, in nessuna circostanza.

Il capitano del Titanic: la nave affonda e lui sta lì, come un testone, aspettando di affogare.

Immaginati una gelateria allagata, per un guasto alla vetrina-frigo, in un tardo pomeriggio d’inverno. Il capo se ne sta lì, irremovibile, a far entrare gente mentre il gelato si scioglie, inesorabilmente, con lo sguardo da pazzo.

il capo incapace di valutare le situazioni e di gestire le situazioni di emergenza è il peggiore che esistaOra: una persona sana di mente avrebbe preso tutto il suo prezioso gelato, lo avrebbe messo in salvo nelle celle e avrebbe chiuso il locale, aspettando il frigorista. Giusto?

Non vale la pena tenere aperta una gelateria in un pomeriggio invernale di pioggia, per 4 gelati del cazzo, giusto?

Invece no: ha temporeggiato inutilmente, come se il frigo si potesse aggiustare per magia da solo, per poi arrivare allo stesso risultato: chiudere il negozio, due ore dopo, con chili e chili di gelato da buttare via.

Per poi dare la colpa a chiunque, compresi i suoi dipendenti. Come se avessimo rotto noi il frigo.

Non è stata una buona idea, per due motivi:

a) Stai servendo del gelato semi-sciolto. Che qualità di prodotto pensi di garantire?

b) I clienti entrano in negozio nel marasma più totale, con stracci, secchi d’acqua e cartoni sul pavimento. Che immagine pensi di dare all’esterno?

c) La mole di lavoro di quella fredda giornata di novembre, se andiamo a vedere, non gli meritava nemmeno di tenere aperto.

Il tuo capo non sa gestire le situazioni di emergenza? Hai un problema enorme: se succede un guasto ad un macchinario non è un gran danno (per te), ma se fai il genere di lavoro in cui hai delle scadenze molto rigide, probabilmente è il genere di capo che non dovresti mai avere. Perché, nel migliore dei casi, ti darà la colpa di qualunque cosa. E se ci fossero implicazioni legali o economiche, stai pur certo che non si farà problemi a riversarti tutto addosso…

Cosa puoi fare?

Se lavori in una realtà a conduzione familiare o hai comunque molta confidenza col tuo datore di lavoro, puoi prendere in mano la situazione al posto suo. In ogni caso, non aspettarti della gratitudine.

Diversamente, scappa. Non c’è grande margine di miglioramento.

Com’è andata a finire con quella gelateria?

Ha venduto l’attività ed è andato a fare il dipendente altrove. Forse ha capito che gestire un’attività non era nelle sue corde.

Il centometrista: sei sempre in ritardo, è sempre in ritardo, siamo tutti eternamente in ritardo.

Il capo stronzo che ti fa correre sempreCorre, corre sempre e infuria nella sua corsa, come se dovesse salvare vite. E magari vende solo caffè, eh.

Cosa puoi fare?

Nulla. E’ un problema suo, non tuo.

C’è chi è più veloce, chi è più lento. Ci sono le giornate in cui si va più veloci, altre in cui proprio non ce la si fa a mantenere il solito ritmo.

Beh, siamo umani. Non siamo sempre al 100% e soprattutto NON SIAMO TUTTI UGUALI.

Se il capo vuole correre, lascialo correre. Se ti mette ansia nel correre, lascialo ansiare. Tanto ti metterebbe agitazione comunque, anche se fossi più veloce di Flash.

Oppure sei un fascio di nervi tale e quale a lui e viaggi al suo stesso ritmo. Perfetto, giusto? Non proprio. Raccontami come va fra una decina d’anni, e mi saprai dire.

Se invece fai un lavoro in cui la velocità è essenziale ma tu sei l’essenza della flemma, cambia lavoro. Non fa per te, punto.

Paga un mese sì e uno no, paga in ritardo, oppure non paga affatto.

Oppure gli straordinari non te li paga, perché “non è colpa mia se ci metti più tempo di quello che dovresti” o l’ancor peggio “le pulizie dei locali fuori dagli orari di chiusura del negozio non si contano come ore di lavoro”.

Hai accumulato 3 mensilità arretrate?

Licenziati, e di corsa. Non andrà meglio, che lo faccia in buona fede (haha!) o meno. Peraltro gli stipendi arretrati sono motivo di dimissioni con giusta causa, e hai diritto all’indennità di disoccupazione. Persino lo Stato ti dà ragione!

Il cospirazionista: se hai fatto un errore, lo hai fatto apposta!

anche se sfanculare il datore di lavoro stronzo, delle volte, dà una certa soddisfazione.

Attenzione, perché questo è un segnale davvero pericoloso: pensare che tutti ce l’abbiano con te e che ti facciano i dispetti apposta è un sintomo di paranoia. Con quella non si scherza.

Se pensi che il capo stia andando in quella direzione, il mio consiglio è di chiedergli apertamente cosa c’è che non va e discutere delle problematiche: è possibile che si senta compreso e rassicurato nel sentirsi ascoltato, e che si dia una bella calmata.

Poi c’è quello che è semplicemente fumino, e se la prende col mondo intero quando qualcosa va storto, ma non lo pensa davvero.

Più che consigliargli un bel corso di gestione della rabbia, non puoi fare granché.

Mettiamola così: se sai di aver fatto bene il tuo lavoro, non deve importarti che lui stia svalvolando. D’altronde non potevi fare nient’altro. Male non fare, paura non avere, giusto? 😉

Lo stronzo per natura, come in “Il diavolo veste Prada”

Si diverte a fare il cattivone della situazione: fa richieste impossibili ai suoi dipendenti, li umilia di fronte ai colleghi, fa delle scenate di fronte ai clienti…è crudele, nella forma più primitiva e semplice che esista.

Puoi fare tre cose in questo caso:

1) Ignorare deliberatamente tutto ciò che dice o fa: se non te ne frega una benemerita cippa di ciò che dice o pensa, perché sai di essere competente nel tuo lavoro e di non essere realmente a rischio, sei un passo avanti a chiunque.

2) Quando ti ritrovi in un vis-à-vis con lui, fai leva sui sensi di colpa su come si comporta con te di fronte agli altri, dicendogli apertamente che il suo atteggiamento ti ferisce. Potrebbe sorprenderti la sua risposta!

3) Ingaggiare una guerra fino all’ultimo insulto, ripagandolo con la stessa moneta di fronte a colleghi e clienti. Non ti assicuro che avrai ancora un lavoro alla fine, ma vuoi mettere la soddisfazione? 🤣

“Destronzare” il capo stronzo: non devi indisporlo, solo spiazzarlo!

Il tuo capo stronzo è in una di queste categorie? O ancora peggio, rientra in più di una?

Se hai letto tutto per benino, avrai notato che la soluzione migliore è parlarsi, quasi sempre.

Spesso ci dimentichiamo che il capo è un essere umano come un altro, e che il rapporto di lavoro è come una relazione romantica: se non c’è dialogo, prima o poi si finirà per viaggiare su strade parallele che non si incontrano mai.

Invece ascoltare, capire il punto di vista del nostro interlocutore e cercare un punto di incontro è la chiave per ogni relazione di successo, personale e lavorativa che sia.

Ed essendo un approccio tanto banale quanto poco usato, è di solito ben visto e gradito, anche da quel capo che pensi non sia in grado di avere una conversazione costruttiva.

Non aspettare che siano gli altri a fare delle scelte costruttive, ma sii un buon esempio da seguire.

non essere un capo stronzo di cui aver paura, ma un leader da seguire

 

Sei un datore di lavoro e ti dicono che sei uno di questi stronzi?

Forse lo fai apposta, forse ti viene naturale…poco importa: se ci tieni ai tuoi dipendenti, non farli scappare.

Se hai dei collaboratori che non fanno ciò che vuoi, chiediti se hai dato loro tutti gli strumenti necessari per lavorare al meglio.

 

…oppure cambia tipologia di assunzioni.

Sii la persona migliore che riesci ad essere, e punta ogni giorno ad essere una persona migliore.

Come dovremmo fare tutti, d’altronde.

Il tuo capo stronzo non rientra fra quelli che ho descritto?

Fammelo sapere con un commento, sarò felice di aggiungere il suo profilo alla mia “collezione”! 🤗

 

Non ne puoi più del tuo capo stronzo, del tuo lavoro e della tua vita? Vuoi cambiare le regole? Prova a partire da te.

Ho creato un piccolo percorso per chi ha bisogno di fare un bilancio di vita, per rivalutarsi e perché no, cambiare completamente direzione di vita!

Si chiama “Fatti chiocciare” e lo trovi qui. E’ gratuito, dacci una sbirciata!

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