La mission è un concetto di cui sentiamo parlare nel mondo imprenditoriale e nel marketing.

Anche se non sei un imprenditore, fermati un attimo a leggere perché, la missione, dovremmo averla tutti.

Wikipedia dice:

“La missione (o scopo o dichiarazione di intenti) di un’organizzazione o impresa, è il suo scopo ultimo, la giustificazione stessa della sua esistenza e al tempo stesso ciò che la contraddistingue da tutte le altre.”

Nella missione troverai le caratteristiche principali dei prodotti o servizi e lo scopo ultimo per i quali vengono offerti.

Quella di IKEA, per esempio, mi piace molto:

“La nostra idea di business vuole offrire un’ampia gamma di prodotti di arredamento per la casa, funzionali e con un bel design, a prezzi molto bassi affinché più persone possibili possano permetterseli”.

Questa frase mette subito i paletti fra chi vuole servire e chi no: IKEA aiuta le persone che non hanno grandi disponibilità economiche a creare un ambiente di casa accogliente. Semplice, diretto. Efficace.

Serve ad attirare i clienti giusti, che hanno davvero bisogno dei loro prodotti.

Essere specifici aiuta anche nella vita, non solo nel lavoro

Se tutto ciò che fai persegue la tua missione, la ragione per la quale ti svegli la mattina, tutto quello che ti accade sarà in virtù di quella missione. E no, non sto parlando di legge dell’attrazione (che è potenzialmente una grandissima stronzata): ma se abbiamo ben a mente qual è il nostro obiettivo, tenderemo ad avvicinarci alle cose che si identificano con i nostri valori e, in un certo senso, attireremo davvero le persone giuste e le situazioni giuste.

Qual è la tua missione di vita?

Non dobbiamo essere tutti Maria Teresa di Calcutta, ovvio. Non tutti dobbiamo o possiamo salvare il mondo.
Che poi, che vuol dire salvare il mondo?
Quello che invece vale un po’ per tutti, è che avere uno scopo ci fa sentire utili per le persone a cui teniamo.

Va bene avere una missione, ma quali mezzi usi per arrivarci?

Bellissimo parlare di massimi sistemi e di nobili cause ma, se vogliamo davvero contribuire a rendere questa società più funzionale, dovremo fissare degli obiettivi misurabili e cercare dei modi per ottenerli.

Ad esempio, io voglio aiutare quelle persone che rispettano l’ambiente e le “differenze” di qualunque natura, e scelgo ogni giorno di interagire e creare opportunità per questa fetta di popolazione che, secondo la mia modestissima opinione, è sana.

Per questo motivo, ho due missioni: una personale e una aziendale.

La mia missione personale è:

Aiutare le persone a raggiungere una carriera soddisfacente, evitando che altre persone passino anni o decenni senza sapere cosa fare della propria vita, come è successo a me, attraverso la condivisione delle mie esperienze e degli strumenti che ho acquisito.

La mia missione aziendale è:

Aiutare liberi professionisti e piccole attività a promuovere i loro prodotti artigianali, artistici e “frutto del loro ingegno”, per diffondere il loro messaggio di bellezza e unicità in tutto il mondo, attraverso il web marketing.

Noti qualche punto di contatto tra le due? 🙂

Qual è il tuo fine ultimo?

Se senti di non avere un obiettivo da perseguire, chiediti cosa ti piace di questo mondo, chi sono le persone che stimi e quali cose invece ti fanno arrabbiare e vuoi combattere.

Non confondere però la missione con la visione: va bene immaginare cosa sarai nel futuro e metterlo a fuoco è altrettanto importante, ma la missione parla del presente e di quello che puoi fare oggi. E su questo argomento, ti consiglio vivamente di leggere questo articolo di Giulia, aka Nemawashi Studio. 

Ciò di cui sono convinta e che mi aiuta a non buttarmi giù è che se sono armata di buone intenzioni, se sono costante, raggiungerò i miei obiettivi. L’importante è fare e non stare fermi, aspettando che arrivi qualcuno a indicarci la via.

E se non aspiri a fare carriera ma ad essere una mamma (o un mammo) a tempo pieno, va benissimo!

Ma non è obbligatorio scegliere: perché non posso essere una buona madre e avere una carriera soddisfacente?

Basta accettare di essere imperfetti (e chi non lo è?): puoi chiuderti in bagno per piangere perché i tuoi figli ti fanno esasperare, fare una riunione su Skype in camicia elegante e pantaloni da ginnastica ed essere comunque una professionista affermata e di successo.
E’ più difficile, forse ti richiederà più tempo di chi figli non ne ha, ma non è impossibile.
A chi ti dice che non ce la puoi fare, spediscilo per direttissima.

A proposito di missioni e di vita da mamme/imprenditrici, mi piace tantissimo quel che dice Dana Malstaff, fondatrice di Boss Mom (letteralmente tradotto in “Mamma Boss”):

“Boss Mom non è solo avere l’accoppiata carriera – figli, è accettare la complessità delle nostre vite senza sentirsi in colpa sul voler essere non solo dei genitori fantastici, ma anche dei grandi leader e imprenditori.

Boss Mom è unire le nostre forze e aiutarci a elevarci, a diventare chi vogliamo essere e raggiungere qualunque cosa riusciamo a sognare.

Boss Mom vuole creare uno spazio libero da pregiudizi, dove possiamo piangere un minuto prima e venir fuori con un’idea brillante un attimo dopo.”

E se questo non è “far rete”, non so cosa sia. Ma abbiamo sicuramente bisogno di molte più Dana, soprattutto in Italia.

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