Ti sei mai chiesto se essere consapevoli sia una scelta o un modo di essere?

Ogni volta che penso al concetto di consapevolezza, mi viene sempre in mente una scena di Matrix.

!!!*spoileralert*!!!

Se non l’hai mai visto, te lo spiego al volo: l’umanità è stata schiavizzata dalle macchine, tutti gli umani sono collegati ad un grande circuito che produce energia e la coscienza di ogni singola persona è collegata ad una gigante realtà virtuale che simula il pianeta Terra, chiamata appunto Matrix. Succedono un sacco di cose in questo film (guardalo, è bellissimo!), ma quello che importa a noi adesso è la scena di uno dei personaggi che è stato “risvegliato” e scollegato dalla realtà virtuale: vuole essere ricollegato e dimenticare tutti gli orrori che ha visto, perché “l’ignoranza è un bene”.

Capito? Preferisce essere schiavizzato e usato come pila umana, piuttosto che avere libertà di scelta e patire.

Se vuoi vedere la scena del film a cui mi riferisco guarda qui.

Beh, sai una cosa? Per tanto tempo sono stata come lui. Preferivo far finta che andasse tutto bene, ignorare i problemi e farmi scivolare tutto addosso. Quante volte hai sentito dire “stanno bene quelli scemi, perché non si rendono conto di nulla”. Il problema è che non scivola via quella roba.

Ti sembra di fregartene, ma è come un vaso che si riempie d’acqua una goccia alla volta: ci metterà una vita a riempirsi, ma alla fine traboccherà.

Io sono andata avanti così fino ai 27 anni. Poi ho stravolto la mia vita (ma questa è un’altra storia, te la racconto la prossima volta).

Cosa significa essere consapevoli di sé?

Essere consapevoli di sé significa, banalmente, riconoscersi per quello che si è davvero: pregi, difetti, valori, sogni nascosti, scheletri nell’armadio. Significa accettarsi nella propria totalità.

Perché se l’immagine che hai di te corrisponde con la realtà, il tuo modo di relazionarti col mondo sarà più attento, più adeguato alla situazione e all’interlocutore del momento.

Così la percezione che gli altri avranno di te tenderà ad essere più accurata e, conseguentemente, avrai un rapporto più autentico con le persone che ti circondano.

Succederanno, in particolare, due cose incredibili:

– le persone che non ti piacciono tenderanno ad allontanarsi;

– le interazioni sociali negative saranno meno dolorose, perché avrai con te la serenità di chi ha il cuore nel posto giusto.

Analizza, accetta, correggi

Attenzione, “accettarsi” non è sinonimo di “Sono una meraviglia esattamente come sono e non devo cambiare mai“.

Significa accoglierci nella nostra interezza, con pregi e difetti, perdonarci per la nostra imperfezione e andare avanti, perseguendo la strada del miglioramento. Se vogliamo bene alle persone che ci stanno vicine anche se non sono perfette, perché dobbiamo pretendere la perfezione da noi stessi?

Insomma, un po’ di compassione per noi stessi, che diamine!

Cosa puoi fare per essere più consapevole?

Ci sono mille strade, tutte potenzialmente valide, probabilmente solo una o due giuste per te.

Intanto posso darti qualche punto di partenza:

1. Accettati, a prescindere da chi tu sia o cosa hai fatto o fai nella tua vita. C’è rimedio a tutto, tranne che alla morte.
2. Confrontati con persone che stanno vivendo il tuo stesso momento. Internet è meraviglioso soprattutto per questo: ci sono gruppi Facebook, forum, gruppi di supporto dove la gente si riunisce e si racconta, sostenendosi l’un l’altro. Sfrutta ogni opportunità!
3. Non farti dire dagli altri cosa devi fare. Confrontarsi non vuol dire copiare come automi quello che fanno gli altri né ubbidire. Se vuoi seguire un consiglio di qualcuno, fallo perché sai che ti farà bene, perché hai quella sensazione sotto pelle che ti dice “ehi, è la cosa giusta!”.
4. Abbraccia la trasparenza più totale: lo sai che in fondo te la stai raccontando, smettila subito!

Nel frattempo, ecco un elenco di domande da porti…magari scrivendo le risposte in un bel diario, così potrai rileggerle fra qualche settimana/mese/anno (vedrai, alcune risposte ti faranno sorridere, con un po’ di sana indulgenza).

✎ Da chi dipende la tua autostima?

Già, da chi dipende? A volte è un genitore, a volte un amico di vecchia data, a volte un datore di lavoro o un collega molto carismatico. Il problema è che la risposta non dovrebbe essere nessuna di queste figure: dovrebbe partire da te.

✎ Quali obiettivi di vita hai?

Fai una lista degli obiettivi raggiunti e una lista di quelli da raggiungere: se sono tanto distanti fra loro, chiediti perché, e scrivi la risposta.

✎ Cosa puoi fare meglio?

Cosa non riesco a fare in questo momento? Cosa mi piacerebbe riuscire ad inserire nella mia routine quotidiana? Metti giù un elenco di azioni concrete che potresti fare OGGI.

✎ Di chi è la vocina interiore che mina le tue sicurezze?

Personalmente c’ho messo un po’ a capirlo, poi ho scoperto che, per me, quella vocina era di mia madre. Non fraintendermi, ho una madre adorabile e buona parte di quello che sono oggi lo devo anche a lei; però la mia autostima è stata per tanto tempo legata alla sua approvazione e ancora oggi, nei momenti difficili, la mia vocina interiore suona molto similmente alla sua.

✎ Cosa ti dà gioia in questo momento?

C’è qualcosa che ti rende felice adesso? Una persona, un animale, un oggetto? Soffermati a pensare alle cose belle che sono presenti nella tua vita, con spirito di gratitudine.

✎ Come ti senti fisicamente?

Sei in salute? Quanto incidono i tuoi malesseri fisici sul tuo umore?

Personalmente, ho imparato (fin troppo tardi) che il mio ciclo mensile ha un impatto fortissimo sui miei sbalzi d’umore e che, quando sono i quei “meravigliosi giorni”, non devo prendere decisioni. Perché saranno avventate e dettate dagli ormoni.

✎ Cosa ti farebbe stare bene? Cosa potresti fare concretamente in questo momento per sentirti meglio?

Può essere qualunque cosa: una passeggiata, riordinare un angolo di casa che rimandi da un sacco di tempo, vedere un film strappalacrime che ti faccia sfogare, cantare, urlare (magari fallo in macchina, così non allarmi i vicini), fare una piccola buona azione, ecc.

Se vuoi ho creato un piccolo percorso di consapevolezza interiore, pensato per chi non sa cosa vuole fare nella vita e ha bisogno di rimettere in ordine le priorità.

E’ completamente gratuito, provalo!

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